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  1. STANZA DELLO SCIROCCO (LA)

    di CAMPANA DOMENICO Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 5-1986 € 8,00

    Riparo del tempo meteorologico, la stanza lo è anche di quello storico... La stanza dello scirocco - quasi una leggenda, quasi una metafora - è una particolarità dell'architettura diciamo nobiliare della Sicilia: la stanza in cui trovare riparo e ricreazione nelle ore in cui il vento di sud-est dissecca, come dice l'antico poeta, la mente e le ginocchia. La si può anche immaginare come al centro di un labirinto, con dentro un Minotauro nato da ogni capricciosa e ardua promiscuità. A riparo del tempo meteorologico, la stanza dello scirocco è anche al riparo del tempo storico: per cui traslucide sovrapposizioni di epoche e di eventi vi si possono ricreare o, convergendo in un solo punto, dissolvervisi. Qualcosa di simile e con tentacolari significati, si ha il senso che accada in questa «storia» di Domenico Campana: quasi che la metafora del racconto di Nathaniel Hawthorne, cui l'autore fa ad un certo punto riferimento, venisse a calarsi in altra metafora: siciliana, «gattopardesca». Domenico Campana vive e lavora a Roma. Ha sceneggiato e diretto films quali La stagione delle piogge, Paura sul mondo, Racconto d'autunno, Comprarsi la vita, ed è autore di programmi giornalistici televisivi tra cui: Teatro inchiesta: Il grande raduno, sulla mafia italo-americana, Primo piano: Dentro la Polonia, sulla Varsavia di Jaruzelskj, De Gasperi e Togliatti, Profilo di Paolo VI, Sulla cresta dell'onda. Ha pubblicato i romanzi Memorie del crudele inverno (1976), L'isola delle femmine (1991), I giardini della Favorita (1992), Tu notte che conduci (1994).

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  2. FINE E' NOTA (LA)

    di HOLIDAY HALL GEOFFREY Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 5-1999 € 12,00

    Geoffrey Holiday Hall La fine è nota Collana: La memoria pp. 260, Euro 9,00 Isbn: 88-389-0614-9 Un giallo del periodo d'oro in cui La fine è nota, ma il principio è avvolto da una fitta nube del mistero. Ormai un piccolo classico del genere di un autore di cui non si sa nulla. «Più di trent'anni fa - racconta Leonardo Sciascia nella presentazione a questo volume - precisamente nell'autunno del 1952, alla stazione ferroviaria di Caltanissetta acquistai l'ultimo dei "gialli" settimanali Mondadori: La morte alla finestra di G. Holiday Hall. E non che nei "gialli" Mondadori ne fossero mancati fino a quel momento di buoni, ma fin dalle prime pagine La morte alla finestra mi parve di qualità diversa, di livello più alto. Ero allora fortemente affezionato agli scrittori americani, da Steinbeck a Caldwell a Faulkner a Cain: e mi parve che in quella pleiade si accendesse il lumicino del giovane Holiday Hall, intruppato tra i "giallisti" ma di miglior vocazione e di diverso avvenire. Più precisamente avevo l'impressione che quel giovane scrittore (giovane e nuovo lo diceva la presentazione editoriale) avesse fatto i suoi latinucci sugli altri maggiori, e su Faulkner specialmente. Mi avvenne di leggere il libro qualche anno dopo, l'impressione di allora mi si confermò al punto che volli saperne di più. Scorsi l'elenco di tutti i "gialli" settimanali che erano nel frattempo usciti: ma non ne trovai altri di G. Holiday Hall. Andai a trovare Alberto Tedeschi, che della collana era direttore, per chiedergli di quell'autore, di quel libro. Tedeschi molto gentilmente cercò di soddisfare la mia curiosità, ma senza alcun risultato. G. Holiday Hall era scomparso dal mondo della detective story, né si era ripresentato al mondo letterario americano. Non ne seppi più nulla. Riletto dopo trentasette anni ancora mi pare valga la pena cercare di saperne di più sul suo autore. Un piccolo mistero che sarebbe divertente risolvere». Alla piccola inchiesta di Sciascia, sull'autore di questo strano giallo à rebours, a ritroso (al quale è parso giusto nella presente edizione restituire un titolo vicino all'originale tratto dal Giulio Cesare shakespeariano: La fine è nota), si è in grado di aggiungere queste poche notizie: Geoffrey Holiday Hall scrisse nel 1954 un nuovo romanzo The Watcher at the Door, poi più nulla; il suo editore americano non conserva più traccia di lui negli archivi; comparso in Francia col titolo L'homme de nulle part e con una conclusione diversa dall'originale, questo romanzo vinse nel 1954 il Grand Prix de la Litérature Policière; nemmeno l'editore francese ne sa di più su Geoffrey Holiday Hall. Geoffrey Holiday Hall, americano, di lui si sono letteralmente perse le traccie dopo la pubblicazione, nel 1954 di The Watcher at the Door (Qualcuno alla porta), vincitore, nell'edizione francese, del Grand Prix de la Litérature Policière e pubblicato da questa casa editrice nel 1992.

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  3. ASSASSINIO AL COMITATO CENTRALE

    di VAZQUEZ MONTALBAN MANUEL Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 9-1984 € 10,00

    Manuel Vázquez Montalbán Assassinio al Comitato Centrale Collana: La memoria pp. 300, Euro 10,00 Isbn: 88-389-0257-7 Durante una riunione del Comitato Centrale, il segretario del Partito Comunista spagnolo è ucciso. Una delle prime e più classiche avventure di Pepe Carvalho. Durante una riunione del Comitato Centrale, il segretario del Partito Comunista viene assassinato: in un momento di improvviso black-out, non si sa come, non si sa da chi. Complotto esterno, interno intrigo, vendetta privata? Il mistero non sarà, naturalmente, risolto dall'inchiesta ufficiale, affidata a un Fonseca ex capo della polizia franchista; sarà Pepe Carvalho, detective privato, a risolverlo per incarico del partito. Assassinio al Comitato Centrale è un poliziesco classico. Carvalho, il protagonista, s'appartiene alla tradizione degli investigatori privati di Hammet e Chandler: di un'indifferenza e spregiudicatezza che arrivano al cinismo. Il che non gli impedisce, nei casi che si trova ad affrontare e a risolvere, di professare moralistico rigore. E si ha l'impressione che, nei misteri che si trova a risolvere, resti celato il suo. Nel suo cinismo si può però intravedere un disagio che non è soltanto suo, ma di quella «generazione perduta» di spagnoli che dopo gli anni dell'adesione al regime franchista o dell'opposizione clandestina si sono ritrovati in un paese che sembra non avere bisogno di loro; disagio che si ripete ad ogni generazione che scopre non avere né intelligenza né cuore la Storia in cui ha avuto fede. Manuel Vázquez Montalbán è nato a Barcellona nel 1939. Ha scritto su «El País» e collaborato a numerose riviste culturali e politiche. Col personaggio di Pepe Carvalho ha dato vita a una serie fortunata di romanzi polizieschi, in cui si riflettono, però, le questioni nodali della Spagna post-franchista. Tra essi: Tatuaje, La soledad del manager, Los mares del Sur (tradotto in italiano Un delitto per Pepe Carvalho, Roma, 1982). Nel 1979 è stato insignito del Premio Planeta. È morto nel 2003. Questa casa editrice ha pubblicato anche Il Pianista (1991).

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  4. MIRTO E LA ROSA (IL)

    di GHALI GAMILA Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 7-1982 € 10,00

    In una atmosfera da Mille e una notte il racconto di un amore assoluto e totale, in cui trovano il loro armonioso equilibrio tenerezza e passione. Non tutti i manoscritti si trovano sigillati nelle bottiglie. Ce ne sono, misteriosi quanto quello di Poe, che arrivano in pacchetti ben confezionati, e forse confezionati da mano femminile, con cura a che nel viaggio non si sciupino e al tempo stesso con una discreta, misurata civetteria. Come questo che pubblichiamo, molto probabilmente scritto da una donna - come anche il pseudonimo fa sospettare - e che sembra arrivare da molto lontano, dalla lontananza delle Mille e una notte. Sembra: ma già scorrendo le prime pagine sentiamo che ci arriva - nel tempo e nello spazio - da molto vicino. Tanto da vicino, nel tempo, da far pensare agli scritti sull'amore di Ortega y Gasset. E non si tratta certamente di una traduzione, ma di un originale scritto nell'italiano di oggi, con semplicità e limpidezza. Eppure la semplicità e nitidezza del mezzo espressivo non impediscono, e si direbbe anzi che agevolano, lo scatto e la tensione di questo racconto nel misterioso, nell'arcano, di concluderlo in una sfera ardua e struggente. È il racconto di un amore assoluto e totale, del nostro tempo e di ogni tempo. E la rosa e il mirto simboleggiano - come nelle Mille e una notte - i due protagonisti: il mirto della virilità, la rosa della fanciullezza. A questa nota, che presentava la prima edizione, va aggiunto per la seconda la rivelazione del nome che il pseudonimo nascondeva: Annie Messina. Ragione del pseudonimo era la discrezione: nipote della scrittrice Maria Messina, che in questa collana è stata con successo riproposta, Annie Messina riteneva non dovere immettersi nella scia di un tale successo. Di Annie Messina (1910-1996), nipote di Maria Messina, questa casa editrice ha pubblicato La principessa e il Wâlî (1996) e Il banchetto dell'emiro (1997).

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  5. ARTE DI TACERE (L')

    di DINOUART JOSEPH A.; COURTINE J. J. (CUR.); HAROCHE C. (CUR.) Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 10-1989 € 6,00

    Abate Dinouart L'arte di tacere Collana: Il divano pp. 104, Euro 6,00 Isbn: 88-389-0569-X «Il primo grado della saggezza è sapere tacere; il secondo è saper parlare poco e moderarsi nel discorso ....». L'arte di tacere è paradossalmente arte della parola, «un altro capitolo della retorica». L'art de se taire fu pubblicato a Parigi nel 1771. Un trattato sulla tematica del silenzio che occupa un notevole spazio «delle opere che dettano il comportamento del corpo e del linguaggio..... Con questo trattato l'abate Dinouart voleva forse concludere la lunga serie di quelle arti della parola che costellano la retorica dell'età classica? O voleva invece fissare definitivamente il concetto stesso di retorica? Niente di tutto ciò. L'arte di tacere è una paradossale arte della parola, un altro capitolo della retorica, della quale ha mantenuto tutte le finalità pratiche». L'abate Joseph Antoine Tousaint Dinouart (Amiens, 1716-1786) è tra quegli ecclesiastici «mondani» e poligrafi del XVIII secolo. Scrisse sui più svariati argomenti, soprattutto sulle donne - compresi rifacimenti di opere altrui che gli guadagnarono il titolo di «Alessandro dei plagiari» -, e pubblicò nel 1749 un Trionfo del sesso a causa del quale entrò in grave attrito con la sua gerarchia.

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  6. MOGLIE PER DINO ROSSI (UNA)

    di FANTE JOHN Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 9-1988 € 6,20

    John Fante Una moglie per Dino Rossi Collana: La memoria pp. 116, Euro 6,20 Isbn: 88-389-0494-4 Fante rappresenta la parte italiana, della seconda generazione di immigrati; e di questa letteratura, da massimo esponete, il versante forse più ironico e sognante, ma sempre «dalla strada». Presentiamo tre superbi racconti tratti da Dago Red (1940). È questa la seconda stagione letteraria di John Fante in Italia. Una prima si ebbe tra la fine degli anni Trenta e gli anni Quaranta, quando su riviste comparvero suoi racconti e, soprattutto, la collezione della Medusa pubblicò i suoi due più noti romanzi, Il cammino nella polvere, nella traduzione di Vittorini, e Aspettiamo primavera, Bandini. Poi il silenzio, cui corrispondeva in America l'oblio di Fante, assorbito dalla carriera di sceneggiatore hollywoodiano, fino alla «riscoperta» da parte di Charles Bukowski e il nuovo romanzo Dreams from Bunker Hill, nell'82, un anno prima della morte. Del mito dell'America, che Vittorini coltivò, Fante rappresentava la parte italiana della seconda generazione di immigrati; e di questa letteratura, da massimo esponente, il versante forse più ironico e sognante, ma sempre «dalla strada». Ne presentiamo tre saggi, tre racconti della raccolta Dago Red (1940). E ci sembrano non smentire una discendenza che William Saroyan rintracciò da Mark Twain: per il modo di trattare giochi e drammi di ragazzi, di inscenare rudezze e sentimenti, angosce e comicità nella comunità italiana d'America. John Fante (1909-1983), nato in Colorado da una famiglia di immigrati abbruzzesi, scrisse i primi racconti su riviste e s'impose col romanzo Wait until spring, Bandini (1938, 1983), cui seguirono Ask the Dust (1939, 1960), i racconti Dago Red (1940), Full of Life (1952). Dopo una lunga parentesi come sceneggiatore e soggettista per il cinema, tornò alla letteratura con Brotherhood of the Grape (1977) e Dreams from Bunker Hill (1982).

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  7. ESTATE TORBIDA (L')

    di LUCARELLI CARLO Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 7-1991 € 10,00

    « - Allora da dove cominciamo? - Leonardi era in piedi nella stanza e si sfregava le mani una con l'altra, eccitato». Il commissario De Luca, nell'estate torbida seguente al tracollo del fascismo, è costretto ad indagare su una strage dai misteriosi moventi e dalle delicate implicanze. Con L'estate torbida Carlo Lucarelli ha scritto il suo secondo romanzo giallo. Il primo - pubblicato nel 1990 da questa casa editrice col titolo Carta bianca - è nato da una tesi di laurea sulla polizia della Repubblica di Salò (nascita non singolare per chi sappia quanto il racconto poliziesco s'adagia sulla storia, sull'evento quotidiano, e quanto gli è parente l'occhio cinico o moralista dello storico). E dalla storia della polizia repubblichina, Lucarelli ha tratto, non tanto un singolo caso misterioso, quanto una atmosfera torbida, foriera di ogni possibile intrigo e di disillusione inquieta degli onesti: un miscuglio, letterariamente felice, di modernità raggiunta e senso dell'abisso, di lusso e precarietà, di lotta per la sopravvivenza e abbandono al destino. Ma soprattutto, ha distillato da quell'atmosfera un personaggio vivido, il commissario De Luca, uomo onesto e laico in un mondo di corruzione e di ideologie, funzionario fedele al dovere tra i felloni, moralmente certo, nel pieno della notte, che qualcosa va salvata alla luce che verrà. Nell'estate torbida seguente al tracollo del fascismo, De Luca, richiamato ufficiosamente a indagare, si occupa di una strage dai misteriosi moventi e dalle delicate implicanze. Carlo Lucarelli è nato a Parma nel 1960. Ha pubblicato con questa casa editrice Carta bianca (1990) e Via delle Oche (1996).

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  8. NOTTURNO INDIANO

    di TABUCCHI ANTONIO Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 7-1984 € 10,00

    «Questo libro, oltre che un'insonnia, è un viaggio. L'insonnia appartiene a chi ha scritto il libro, il viaggio a chi lo fece». Un'ipotesi dell'autore - una giustificazione per un modo di raccontare così allusivo - è che questo libro potrebbe servire da guida per un amante di percorsi incongrui. E vi è certo dell'incongruo in questa ricerca di un amico disperso, ombra di un passato segnato - s'indovina - da una qualche definitiva rottura; in quest'India conosciuta solo nelle camere d'albergo, negli ospedali, e che pure balugina attraverso i colloqui essenziali con profeti incontrati sui pullman, con gesuiti portoghesi, con gnostici di una società teosofica. Ma è un'incongruità che dall'esplicitarsi di suggerimenti, da concomitanze si rivelano necessarie, si riordina a metodo. È il lato notturno e occulto delle cose il tema di Notturno indiano. Antonio Tabucchi (Pisa, 1943) è uno degli scrittori italiani più noti nel mondo. Tra i suoi libri: Piazza d'Italia (Milano, 1975); Il piccolo naviglio (Milano, 1978); Il gioco del rovescio (Milano, 1981); Piccoli equivoci senza importanza (Milano, 1985); Il filo dell'orizzonte (Milano, 1986); I dialoghi mancati (Milano, 1988); Un baule pieno di gente (Milano, 1990); L'angelo nero (Milano, 1991); Requiem (Milano, 1991). Con questa casa editrice ha pubblicato Donna di Porto Pim (1983), I volatili del Beato Angelico (1987), Sogni di sogni (1992), Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (1994), La gastrite di Platone (1998). Ha curato l'edizione italiana dell'opera di Fernando Pessoa e ha tradotto le poesie di Carlos Drummond de Andrade (Sentimento del mondo, Torino, 1987). Nel 1987 gli è stato attribuito in Francia il premio Médicis Etranger per Notturno indiano.

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  9. CARTA BIANCA

    di LUCARELLI CARLO Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 7-2008 € 10,00

    «La bomba scoppiò all'improvviso con un fragore enorme, proprio quando il corteo funebre stava attraversando la strada». Il commissario De Luca, indaga su un omicidio nei quartieri alti alla vigilia della Liberazione e scopre una torbida verità che lo porta ad un bivio. Sorprendente esordio di quello che sarà uno dei massimi esponenti del giallo all'italiana. Aprile 1945. Negli ultimi giorni della repubblica di Salò, un omicidio dei quartieri alti apre a chi indaga squarci suI mondo dei gerarchi, su un traffico finanziario-spionistico tra il regime e i nazisti, sulla corruzione di una classe dirigente dai giorni contati. E a poche ore dal crollo finale, il commissario De Luca scopre una torbida verità e, nella confusione e la paura, è chiamato a una scelta. Carta bianca è un racconto giallo a pretesto, in cui è il fascismo pretesto per la trama poliziesca e per quella caratteristica interrogazione morale in cui il giallo confluisce. Dittature e totalitarismi si prestano infatti a quelle situazioni di precarietà deI diritto in cui la malinconia, connaturata a chi investigando fruga nelle vite, diventa l'ultimo rifugio del senso di giustizia. * Carlo Lucarelli è nato a Parma nel 1960. Ha pubblicato con questa casa editrice L'estate torbida (1991) e Via delle Oche (1996).

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  10. SOGNI DI SOGNI

    di TABUCCHI ANTONIO Pubblicato da SELLERIO EDITORE PALERMO Data Pubblicazione 11-1992 € 12,00

    Un fervido omaggio a venti artisti amati da uno scrittore di oggi. I sogni di Dedalo, Ovidio, Apuleio, Cecco Angiolieri, Villon, Rabelais, Caravaggio, Goya, Coleridge, Leopardi, Collodi, Stevenson, Rimbaud, echov, Debussy, Toulouse-Lautrec, Pessoa, Majakovskij, García Lorca, Freud. Un libro che è un azzardo, una supposizione e un'ipotesi, e insieme un fervido omaggio a venti artisti amati da uno scrittore di oggi. Antonio Tabucchi (Pisa, 1943) è uno degli scrittori italiani più noti nel mondo. Tra i suoi libri: Piazza d'Italia (Milano, 1975); Il piccolo naviglio (Milano, 1978); Il gioco del rovescio (Milano, 1981); Piccoli equivoci senza importanza (Milano, 1985); Il filo dell'orizzonte (Milano, 1986); I dialoghi mancati (Milano, 1988); Un baule pieno di gente (Milano, 1990); L'angelo nero (Milano, 1991); Requiem (Milano, 1991). Con questa casa editrice ha pubblicato Donna di Porto Pim (1983), Notturno indiano (1984), I volatili del Beato Angelico (1987), La gastrite di Platone (1998), Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (1994). Ha curato l'edizione italiana dell'opera di Fernando Pessoa e ha tradotto le poesie di Carlos Drummond de Andrade (Sentimento del mondo, Torino, 1987). Nel 1987 gli è stato attribuito in Francia il premio Médicis Etranger per Notturno indiano.

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