Dopo la morte del millenario Adàm, Eva - la Primamà, la prima donna - resta sola nel paese Senzanome a raccontare storie, curare con le erbe, dare forma nell'argilla ai defunti. La sua voce antica e sapiente risale la corrente dei secoli e riscrive la genesi del mondo da una prospettiva nuova: quella delle donne, dello spirito femminile che scorre nella terra, nell'acqua, nella memoria. In un villaggio sospeso nel tempo, dove gli uomini venerano un dio punitivo e le donne si affidano alla Mamagrànda del mondo-di-sotto, Primamà si oppone all'ordine patriarcale educando le giovani all'ascolto, accompagnandole nei sentieri dell'immaginazione e della libertà. Nelle sue storie-belòrie - in cui il mito si fonde con il reale e il presente può spiegare il passato - ritroviamo il volto delle nonnàve di ogni tempo, la loro competenza in fatto di disgrazie e speranze, la sapienza nel conservare i racconti, la fede antica a cui rivolgersi nel bisogno. Primamà è un'Eva millenaria che cerca di resistere, ricordare, tramandare, protagonista di un romanzo sovversivo sulla forza delle parole, una storia di ribellione che riscrive l'intera storia del mondo come fosse quella di ciascuno di noi. Un inno all'energia femminile, al racconto come atto di resistenza, e alla possibilità di un nuovo inizio.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàDa un vecchio abbecedario sgualcito riaffiora la storia di Sirena Barberis, giovane e raffinata maestra che, sul finire dell'Ottocento, decide di praticare la sua professione in uno sperduto paesino lombardo. Nonostante la miseria, i pregiudizi e il bigottismo che la assediano da ogni parte, la donna trova i modi di resistere, sostenuta dal desiderio di insegnare a quei bambini selvatici il suono delle vocali e forse, un giorno, il senso profondo delle parole. In un'originale commistione di lingua e dialetto, Laura Pariani racconta la nascita della scuola pubblica italiana. Con una nota di Arnaldo Colasanti.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàRievocando Fabrizio De André, che cantava la follia dell'odio nella sua ballata La guerra di Piero, Laura Pariani narra storie che s'incrociano lungo tre conflitti: la Grande Guerra sul fronte del Carso; la seconda guerra mondiale nella ritirata italiana di Russia e il conflitto tra Argentina e Inghilterra nel 1982 per le isole Malvinas. Sono tre giovani Pieri che, come tanti coetanei, partono per una guerra che non hanno voluto. Con tre Ninette che aspetteranno inutilmente il loro ritorno: "Stasera, finita la commemorazione dei caduti, sono tornata a casa col magone: quanto parlare a vuoto con paroloni altisonanti. Il cielo è terso, brillante di stelle. Quand'ero piccola mi contavano la favola che le stelle sono gli occhi delle persone morte per amore. E chissà che non sia vero che soltanto l'amore, e non l'eroismo, possa concedere l'eternità..."
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàE il 1907 quando Dino Campana fugge da Marradi alla volta di Montevideo e poi dell'Argentina. Dato che di quel viaggio non esistono fonti certe, Laura Pariani ipotizza un percorso che dalle rive del Parana lo porta ai bordelli di Rosario fino ai cantieri ferroviari di Bahia Bianca. Come succederà mezzo secolo dopo al giovanissimo Che Guevara partito a conquistare il mondo su una motocicletta, per il ventenne Dino il vagabondaggio attraverso il Sudamerica a piedi o su mezzi di fortuna - sarà un'occasione per conoscersi e sentire "con delizia l'uomo nuovo nascere". Una ventina d'anni dopo, durante la reclusione a Castel Pulci - tra le angherie dell'infermiere Calibàn, i pasti insipidi e le notti insonni - le domande dello psichiatra Carlo Pariani innescano nel poeta vivide memorie, lettere o telefonate mentali a compagni di viaggio, resoconti di ubriacature e feste selvagge nella pampa, in mezzo a una "natura ineffabilmente dolce e terribile".
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilità"Che mi domando e dico: cos'ho mai fatto nella mia vita, oltre a scappare? Il Dante sorride tra sé mentre prova a rispondere... Che se la vita la fosse un catalogo, potrebbe scriverci: andato in guerra, dato lezioni, emigrato, sposato, diventato padre, ammalato, confinato, letto libri, scritto quatter patanflànn di poesie, viaggiato di notte su un camion per un sacco di riso e una tolla di latte condensato da portare alla Milena, urlato per i bombardamenti, gridato d'allegria nel sole di aprile, venduto libri, perduto il lavoro, finito sotto processo, ben pistaa in la pirotta, camminato... Insomma, una lista lunga, e non sempre di faccende volgari". Ma di tutto questo nella borsa "degli Avanzi" che porta a tracolla restano solo poveri "barlafus", destinati a finire insieme al Dante "in pasto ai vermi - ipotesi umile - o ai corvi - ipotesi romantica - o agli avvoltoi - ipotesi eroica - o ai piccioni - ipotesi terratèrra". Il Dante si sente diverso dalle altre lingére, che per paura e vergogna non amano mostrarsi e si rintanano nei loro cantucci. A fargli mantenere la testa alta è la cultura di cui nella sua famiglia adottiva si è nutrito fin da piccolo: non ha mai chiesto l'elemosina, e non frequenta neppure il refettorio della San Vincenzo; da quelle "dame del biscottino" "non ci va non ci va non ci va", perché dovrebbe in cambio fare il segno della croce. Lui preferisce accettare quello che la gente gli offre in cambio di un calembour, di una storia ben raccontata.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàLaura Pariani è andata per la prima volta a 15 anni in Argentina e in Patagonia, in un viaggio folgorante alla ricerca di un nonno che si era trasferito là. Su questo palinsesto i ritorni si sono accumulati come fonte inesauribile di scoperte di sé e della vita. Nella sua Patagonia il paesaggio del Fin del Mundo è segnato dalle ferite immedicabili dello sterminio indio. C'è uno spaesante contrasto tra la "discrezione dei manufatti umani", spesso definiti "arrugginiti", e la "densa vitalità" della natura. Alla più alta percentuale di suicidi dell'Argentina si affiancano i residui di una affascinante cultura arcaica e magica, che sconcerta il viaggiatore. Ma quanti miti, storie e incontri indimenticabili, soprattutto quando il fuegino - un po' "ballista", magari - si rivela uno straordinario affabulatore. Patagonia Blues è solo la prima puntata di un pellegrinaggio, pieno di grazia e insieme di desolazione, nello spazio e nella storia argentina.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàAntoine de Saint-Exupéry si risveglia a bordo di una corriera surreale, circondato da soldati conciati piuttosto male. Non riesce a ricordare come sia finito lì. Gli gira la testa, si sente a pezzi: sono i postumi di una sbronza? Prova il desiderio di scrivere una lettera a Consuelo, la moglie rimasta in America mentre lui combatte la seconda guerra mondiale nell'aviazione francese. Laura Pariani racconta la storia d'amore tra l'autore del "Piccolo Principe" e Consuelo Suncin in un racconto che è anche un tango, con quel ritmo spezzato e quella miscela di passione e malinconia che rende affascinante la musica argentina: "Come siamo soli e nudi, senza più maschere né travestimenti".
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilità«Garcilaso de la Vega, Miguel de Saavedra detto Cervantes e William Shakespeare, scomparvero contemporaneamente la notte tra il 22 e il 23 aprile 1616. Sulla loro tomba si legge l'identica iscrizione: 'Buon amico, per amor di Dio, non frugare tra la polvere qui racchiusa'». Garcilaso de la Vega, detto El Inca, il primo vero storico della conquista del Nuovo Mondo, il primo a fermare sulla carta la memoria dei vinti negli anni stessi in cui i conquistadores la dissipavano, era figlio naturale di un capitano spagnolo e di una principessa inca di Cozco, nel Perù. Il suo raro destino volle che, appena adulto lui, iniziato il cursus honorum di uomo di lettere e di chiesa nella Spagna di fine Cinquecento, già scomparisse la cultura complessa e forte nella quale era nato e da cui bambino, la sua mente aveva fissato i primi quadri indimenticabili dell'esperienza. La spada e la luna è il romanzo della vita di Garcilaso: o meglio, il racconto possibile dell'anima di Garcilaso, «paloma ostinata» che torna sempre da dove era partita. E poiché quella vita è simbolo dell'essere senza radici, dell'essere un ponte sospeso sul nulla o sul sogno, il racconto persegue tutte le pieghe del sogno possibile di Garcilaso, più che quelle della biografia. E di altri sogni che vi si incrociano: «Garcilaso de la Vega, Miguel de Saavedra detto Cervantes e William Shakespeare, scomparvero contemporaneamente la notte tra il 22 e il 23 aprile 1616. Sulla loro tomba si legge l'identica iscrizione: 'Buon amico, per amor di Dio, non frugare tra la polvere qui racchiusa'». • Laura Pariani (Busto Arsizio, 1951) vive a Turbigo (Milano) e insegna nelle scuole superiori. Per il suo primo libro, Di corno o d'oro, ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour 1994, il Premio Donna Città di Roma opera prima e il Premio Piero Chiara. Con questa casa editrice ha pubblicato Di corno o d'oro (1993) e Il pettine (1995).
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilità2008. In una estancia di Bahía Negra, nell'Alto Paraguay, una donna riordina i suoi appunti di viaggio: in quelle note, tra qualche fotografia sbiadita e un pugno di ricordi, scorre il mistero di un uomo che ha vissuto la sua esistenza come un romanzo d'avventura, e la cui fine è avvolta nella leggenda. Fine Ottocento. Guido Boggiani è un pittore affermato, frequenta D'Annunzio e i circoli artistici più raffinati, ma il successo non lo appaga. Sogna una nuova vita, insegue una libertà che gli è impossibile afferrare in Italia, e decide di partire. Attraversa l'Atlantico e nei territori selvaggi e pericolosi, intriganti e seducenti, del Sud America finalmente trova quello che cerca: un mondo - e un popolo, quello delle tribù indigene dell'inesplorato Chaco paraguayo - ancora tutto da scoprire. Qui, tra le minacce dei cannibali pitáyovai "coi piedi alla rovescia" e nuove amicizie alimentate da "solitudini condivise, da nostalgie che restano non condivise e dal combustibile garantito dal whisky", Guido adotta lo stile degli indios, ma presto si ritrova a essere una presenza scomoda, guardato con sospetto dagli indigeni e apertamente osteggiato dai grandi proprietari terrieri, ai quali quell'europeo che difende le tribù dallo sfruttamento non piace per nulla. Laura Pariani compone un grande romanzo corale, appassionante come Stevenson e luminoso come García Márquez: un viaggio a perdifiato, all'indietro e senza mappe, scegliendo con cura le parole lungo il sentiero come fossero indizi, tracce di vite a noi sconosciute che scopriamo appartenerci.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàChissà perché l'isola di San Giulio, al centro del piccolo lago d'Orta, ha suscitato tempo la fantasia di tanti narratori che si occupano di misteri. Da Umberto Eco a Piero Chiara, da Montale alla badessa Cànopi, il viaggio letterario e artistico è ricco di sorprese, incontrando anche Gianni Rodari, che è nato sulle rive del lago: «L'isola di San Giulio sembra fatta tutta a mano come un gioco di costruzioni. L'insieme è compatto come i pezzi di un rompicapo».
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