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  1. ITINERARIO/UTIRANY

    di BRUCK EDITH Pubblicato da QUASAR Data Pubblicazione 1-1998 € 10,32

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  2. SPECCHI

    di BRUCK EDITH Pubblicato da STORIA E LETTERATURA Data Pubblicazione 10-2005 € 12,00

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  3. ANDREMO IN CITTA'

    di BRUCK EDITH Pubblicato da L'ANCORA DEL MEDITERRANEO Data Pubblicazione 7-2006 € 14,00

    «Il mio fratellino Beni mi tirò a se stringendomi la mano con tutte le sue deboli forze e disse: "Pensi veramente che io guarirò un giorno?". "Ne sono sicura" dissi io "e adesso ascolta. Tutti i giorni alla stessa ora il treno, prima di rallentare, fischia. Lo senti? Non si ferma proprio, ma rallenta e noi avremo il tempo di saltarci sopra. Dovrai essere svelto. Io ti prenderò per mano come ora e hop! Una volta dentro è fatta. Quando vedo la grande stazione vuol dire che siamo in città. Poi scendiamo e cerchiamo un dottore. Avrai aspettato tanto, ma il dottore ti guarirà". Quante volte ho ripetuto queste parole al mio fratellino che aveva sette anni e io undici. Forse è proprio lui che mi diede coraggio e fiducia nel meglio. Sognavamo insieme. Ogni mattina mi chiedeva di che colore è il cielo. E io glielo descrivevo chiaro, di un azzurro tenero dolcissimo, anche quando era nero come il catrame. E finivo per crederci anch'io, per qualche istante, in quel cielo bellissimo». "Andremo in città" ha anticipato di gran lunga "La vita è bella" di Benigni e Cerami. Il racconto, che dà il titolo alla raccolta, compone assieme ad altre storie un libro poetico, dominato da atmosfere dolci e tranquille, ma al tempo stesso permeate dall'angoscia per una tragedia incombente. Come in Primo Levi, cosi in Edith Bruck, la memoria si fa letteratura e la scrittura diventa mezzo per testimoniare al mondo contemporaneo una ferocia umana difficile da raccontare.

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  4. PRIVATO

    di BRUCK EDITH Pubblicato da GARZANTI Data Pubblicazione 6-2010 € 15,60

    "Privato" è una resa dei conti in forma di romanzo: tenera e spietata, fatta di verità e di sentimenti, di personaggi ed emozioni. È un dialogo violento e amoroso della protagonista-narratrice con la propria madre, che l'ha fatta nascere in un mondo dove è stato possibile l'orrore di Auschwitz. È un confronto con la fede degli avi, quella che la madre incarnava con forza, quella che è assurdamente, orribilmente diventata una colpa. È la partita sempre aperta tra la Storia e la vicenda di una sopravvissuta al cospetto della Storia. È la conversazione impossibile con il fratello Ödön, che non ha mai voluto parlare del proprio passato e della morte del padre, nei campi. È una resa dei conti che attraversa l'Europa: dall'Italia, dove vive la narratrice di Privato, alla Germania, ovvero il passato che non riesce a passare. Si spinge verso Israele, con il sogno di una nuova patria e un futuro che non può mantenere le promesse. E giunge fino in Brasile, rifugio per un lontano esilio. In questo dialogo tra passato e presente emergono figure emblematiche. Non solo la madre, morta all'ingresso nel Lager, e il fratello Ödön, scomparso alla fine di una vita di emigrazione in Sudamerica, ma la sorella sopravvissuta, l'amico scrittore, i vicini di casa dell'infanzia, il marito italiano: testimoni ognuno della propria esperienza, compresenti nel confronto continuo con la memoria.

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  5. MIO SPLENDIDO DISASTRO

    di BRUCK EDITH Pubblicato da LAMPI DI STAMPA Data Pubblicazione 12-2011 € 13,00

    È nel 1979 che presso Bompiani esce "Mio splendido disastro" di Edith Bruck, una tranche de vie che in forma di romanzo raccoglie tracce ed episodi di un'esistenza femminile-difficile ma tutt'altro che insolita. Il personaggio che parla in prima persona, Nina, descrive la propria realtà così com'è, cruda, senza abbellimenti, capace solo di sorriderne per una sorta di autoironia. Perché proprio questo accade, che mentre si trova a parlare di situazioni complicate, attese stancanti, delusioni cocenti, un velo sottile di quasi comica indifferenza, quasi una "distanza" da quel che va raccontando renda leggere le sue parole. Le vicende di questa donna non sono diverse da quelle di tante altre: i maschi monomaniaci vengono spesso illusi o delusi, ma si vendicano a modo loro, talvolta pesantemente, approfittando del fatto di trovarsi di fronte una donna sola. È sposata, Nina, ma non vive col marito; di comune accordo hanno deciso (lei ne è ancora Innamorata) di vivere separati pur continuando a vedersi e a frequentarsi in libertà. La situazione descritta dall'ossimoro del titolo riguarda evidentemente la vicenda matrimoniale ma tocca anche, e forse più, tutti gli imbrogli della vita, tutte le storie meschine in cui il personaggio femminile si trova invischiato: la sua stessa esistenza. Solo la forza dell'ironia può salvare, solo la leggerezza delle parole dà le ali al discorso e condisce con un filo di sorriso i dialoghi che, tenui e realistici nella loro semplicità, esaltano il procedere delle vicende.

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  6. DONNA DAL CAPPOTTO VERDE (LA)

    di BRUCK EDITH Pubblicato da GARZANTI Data Pubblicazione 2-2012 € 15,60

    È una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi. Lea Linder sta comprando il pane. Nel negozio la osserva una donna anziana. È avvolta in un cappotto verde. Le si avvicina e quasi urla: "Sei Lea, la piccola Lea di Auschwitz!". E fugge, scompare. Come ha fatto quella donna a riconoscerla dopo tanti anni? Chi è? Chi era? Lea non riesce più a darsi pace. La cerca. Vuole scovare quel fantasma. Si sforza di ricordare. Se conosceva il suo nome, può essere stata un'aguzzina nel luogo dell'ignominia? Riesce a individuarla. Incontrarla. E ancora a temerla come la bambina di allora, dibattendosi tra il perdono e la rivalsa. Edith Bruck, straordinaria testimone della più grande tragedia del nostro tempo, affronta con fine sensibilità due temi chiave che segnano l'esistenza di tutti noi: la memoria e la pietà. "La donna dal cappotto verde" li indaga facendone il motore di una storia, la storia - possibile e impossibile - di due donne che si cercano, oltre il dolore e la colpa.

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  7. ANDREMO IN CITTA'

    di BRUCK EDITH Pubblicato da LA NAVE DI TESEO Data Pubblicazione 1-1999 € 16,00

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  8. QUANTA STELLA C'E' NEL CIELO. NUOVA EDIZ.

    di BRUCK EDITH Pubblicato da GARZANTI Data Pubblicazione 1-2014 € 9,90

    "Quanta stella c'è nel cielo" non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petöfi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti. Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l'anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio. Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele. Un romanzo dai risvolti inattesi. Racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un'umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c'è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa. Edith Bruck offre in queste pagine la storia palpitante di un'epoca cruciale del dopoguerra, quando tutto era in fermento. Una meditazione sulla speranza, sulla straordinaria forza e fragilità di chi va verso una rinascita. Da questo romanzo il film Anita B. di Roberto Faenza.

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  9. SOGNO RAPITO (IL)

    di BRUCK EDITH Pubblicato da GARZANTI Data Pubblicazione 2-2014 € 14,90

    Tra Sara e il giovane medico Matteo l'amore è nato al primo incontro. La coppia senza figli -lui, con il suo egocentrismo, vuole la moglie tutta per sé - vive in armonia e reciproco rispetto, con qualche episodio di gelosia di Sara verso il bel marito pieno di vitalità e di fascino. Gli anni scorrono veloci e sereni, ma un mattino all'improvviso, mentre si avvia al lavoro, Matteo sulla soglia pronuncia una frase: "Presto sarò padre". Lì per lì a Sara, ancora in dormiveglia, quello che ha udito - o sognato? - non sembra verosimile. È un incubo? No. Quelle parole sono state pronunciate, e per Sara comincia un calvario di scontri e confronti con il marito che teme la verità ma confessa: la madre di sua figlia (ma sarà proprio sua?) è una giovane palestinese di nome Layla. Un doppio shock colpisce Sara, cresciuta nell'amore e nel passato-presente di un madre ebrea sopravvissuta alla Shoà e di un padre di famiglia cattolica. Ma lei non soccombe, e reagisce intraprendendo una missione di pace verso la bella musulmana che la vede con ostilità, pensando alla propria terra occupata dagli ebrei. Rappresentando solo sé stessa e il proprio pacifismo, Sara cerca il dialogo fino a smorzare la rivalità. Per lei la bambina, di chiunque sia, dovrebbe crescere senza odi, nella religione dell'amore universale, ma nel loro microcosmo dove fermenta la speranza entra una mano nemica: il vicino Oriente è di nuovo percorso da scontri feroci e sulla primavera araba si addensano le nuvole.

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  10. SIGNORA AUSCHWITZ. IL DONO DELLA PAROLA

    di BRUCK EDITH Pubblicato da MARSILIO Data Pubblicazione 11-2014 € 10,00

    "Un'impacciata studentessa rivolgendomi una domanda mi chiamò "Signora Auschwitz". Luogo che abitava il mio corpo e che mi sentivo anche addosso, come una camicia di forza sempre più stretta, che negli ultimi due anni mi stava letteralmente soffocando, senza che fossi capace di liberarmene." Ha inizio così il viaggio negli oscuri tormenti dell'anima di una "sopravvissuta", destinata a dibattersi tra i lacci di una memoria cui non si scappa e il desiderio di liberarsi del peso insopportabile di un passato che la inchioda nel ruolo di "testimone". Obbligata a rendere conto di un orrore che non si lascia raccontare e rinnova il sentimento di una perdita irreparabile, la "sopravvissuta" non può andare "oltre" e ritrovare una serena normalità, è costretta ogni volta a ricominciare da capo. Eppure al destino non si sfugge e "il dono della parola" è anche il suo eterno tormento; il dovere di non dimenticare si capovolge nella condanna a ricordare e soffrire e il desiderio di fuga riaccende un insopprimibile senso di colpa, come se il silenzio sottintendesse un vergognoso tradimento. Un racconto sul dolore della memoria, la distanza che allontana dall'indifferenza degli altri, la disperazione di fronte all'incredulità, l'eroismo necessario per raccontare l'orrore che si è vissuto. "Chi ha Auschwitz come coinquilino devastatore dentro di sé, scrivendone e parlandone non lo partorirà mai."

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