In questo nuovo pamphlet, scritto alla vigilia della sua morte nel febbraio 2013, Stéphane Hessel riflette sui fenomeni di protesta che avevano trovato nelle pagine del suo celebre "Indignatevi!" la loro spinta ideale. Approfondendo le motivazioni che avevano ispirato quel fortunato appello, venduto in oltre quattro milioni di copie, in questo suo nuovo scritto Hessel si rivolge a quei movimenti che in tutta Europa hanno fatto della protesta la loro ragione d'essere, invitando vecchi e nuovi "Indignati" a non farsi incantare da pericolosi populismi: "Indignarsi non basta. Se qualcuno crede che per cambiare le cose basti manifestare per le strade, si sbaglia. E necessario che l'indignazione si trasformi in un vero impegno". È un invito alla società civile, e in particolare ai giovani, a una rinnovata partecipazione attraverso quelle istituzioni che in una democrazia sono un indispensabile tramite tra il potere e i cittadini: i partiti politici. Hessel non ha dubbi: "I partiti politici tradizionali si sono chiusi troppo in se stessi... Se volete che le cose cambino, il lavoro deve essere fatto con l'aiuto dei partiti. Perfino con i loro difetti, le loro imperfezioni, le loro insufficienze... Bisogna infiltrarsi nelle loro strutture per cercare di cambiarne il funzionamento dall'interno". Il padre della protesta spontanea degli "Indignados" invita insomma a non farla degenerare nell'anti-politica.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilità"Indignatevi!" è un pamphlet liberatorio e corrosivo di Stéphane Hessel, diplomatico francese, ex partigiano, novantatreenne combattivo che ha conquistato con questo testo migliaia di lettori. Nelle sue pagine Hessel affronta i mali della nostra epoca e lancia un grido che ha saputo farsi ascoltare diventando un vero manifesto che supera gli schieramenti politici e le divisioni ideologiche. Dove sono i valori tramandati dalla Resistenza, dove la voglia di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso per tutti? A ricordarci le cose che non vanno sono gli eventi di una quotidianità fatta di ingiustizie e di orrori come le guerre, le violenze, le stragi. Hessel parte da qui, per indicare a tutti quali sono i motivi per cui combattere e per cui tenere alta l'attenzione. L'indignazione è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze, e il grido di Hessel ce lo ricorda con fermezza e convinzione. A completare il libro, l'appello degli ex partigiani francesi (di cui Hessel è uno dei firmatari), sottoscritto a Parigi nel marzo 2004 e la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo di cui Hessel è stato uno degli estensori.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilità"Dobbiamo prendere coscienza del fatto che la mondializzazione rappresenta allo stesso tempo il meglio e il peggio che sia potuto succedere all'umanità. Il meglio, perchè tutti i frammenti dell'umanità sono divenuti per la prima volta interdipendenti, perchè vivono una comunanza di destino. Il peggio, perchè ha dato inizio a una corsa sfrenata verso catastrofi a catena. I danni congiunti di una speculazione finanziaria e di fanatismi?manicheismi ciechi amplificano e accelerano i processi annunciatori di catastrofi. Cominciando da casa nostra, dobbiamo sostituire all'imperativo unilaterale della crescita un imperativo complesso, che determini quello che deve crescere ma anche quello che deve decrescere. Così, se bisogna far crescere le energie verdi, i trasporti pubblici, l'economia sociale e solidale, la scuola, la cultura, gli interventi che mirano all'umanizzazione delle megalopoli, bisogna parallelamente far decrescere l'agricoltura industrializzata, le energie fossili e nucleari, i parassitismi degli intermediari, l'industria bellica, le intossicazioni del consumismo, l'economia del superfluo e della superficialità, il nostro stile di vita dilapidatore."
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàIl suo libro "Indignatevi!" è stato il caso editoriale dello scorso anno. Nel giro di poco tempo è diventato il manifesto delle ultime azioni di protesta come Occupy Wall Street, ha ispirato il movimento degli Indignados e riportato nel dibattito civile una forte iniezione di entusiasmo. In "Vivete!", ci racconta con passione e lucidità la sua riflessione sulla natura umana, sul significato profondo di concetti come trascendenza, etica, amore, fortuna e morte. Parla soprattutto di sé, di ciò che ha fatto e di cosa gli piacerebbe accadesse nel futuro delle nuove generazioni: "Siamo esseri ambivalenti, abbiamo molti lati oscuri e pericolosi, ma sappiamo anche essere generosi e desiderosi di progresso. Per far prevalere la parte migliore di noi stessi dobbiamo armonizzare la nostra esistenza con i bisogni degli altri. In fondo, non è impossibile attraversare questa vita provando orgoglio per quello che si è fatto e per quello che ancora possiamo fare". Vivete, quindi, nel rispetto per gli altri e in cerca di quelle forze che possono cambiare il senso delle cose e il ritmo illuminato della nostra esistenza.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilità"'Torniamo al passato, faremo un progresso': questa citazione da Verdi suona in perfetta sintonia con il ritorno a me stesso che l'esercizio di questo libro comporta. Ciò che dico, infatti, non ha altro significato se non in quanto frutto di una lunga vita, nel corso della quale ho conosciuto, incontrato, scoperto molte cose, e vissuto le esperienze più varie. Un tale accumulo di memoria umana costituisce un tesoro di senso. E il fatto di avere attraversato un secolo pieno di invenzioni, speranze e orrori, di avere pienamente vissuto quell'avventura, che fonda la mia attuale credibilità. Perchè forse ho un debito di senso con la vita - e posso permettermi, oggi, di restituirlo tramite la mia testimonianza." (Stéphane Hessel)
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàAttraversare un secolo e farlo insieme ai Grandi della Storia: questo è stato il destino di Stéphane Hessel, l'uomo che con "Indignatevi!" ha scosso le coscienze del mondo. Alle spalle di quelle poche pagine che si sono trasformate in un richiamo generazionale e culturale, c'è una vita straordinaria. Nato nel 1917 da una famiglia di artisti e scrittori. Hessel ha vissuto la stagione della Resistenza a fianco di De Gaullle, ha partecipato ai grandi momenti della vita internazionale come la stesura della Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo, passando dall'Onu a Saigon. dall'Africa a New York. Ad animarlo sempre una splendida curiosità per gli altri e un esistenza prodiga di militanze. La vita di Hessel racchiude molte vite, narrate in quésto libro con leggerezza, poesia e la forza di chi non smette di voler essere parte di un mondo che cambia.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàHessel ha attraversato, nella sua esistenza straordinaria, tutte le grandi tappe del Novecento. Tedesco di origini ebraiche, dopo l'ascesa nazista si è trasferito a Parigi, è stato naturalizzato francese e ha preso parte alla resistenza. Arrestato e deportato a Buchenwald, ha conosciuto la sofferenza personale e quella dei popoli, e a guerra finita ha sentito l'obbligo morale di impegnarsi in favore degli altri. Quell'impulso, semplice ma sovversivo, l'ha portato nel cuore della più potente e silenziosa rivoluzione moderna: la diffusione dell'attivismo civile. Come diplomatico Hessel è stato assieme protagonista, testimone privilegiato e simbolo vivente di questo vento progressista. Una fede laica in un mondo migliore, che ha portato cinquant'anni di lotte epocali: la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, i movimenti per la decolonizzazione, le rivendicazioni terzomondiste, lo sviluppo dell'associazionismo e delle Ong, l'attenzione a drammi silenziosi quali quelli dei senzatetto, l'impegno popolare degli appelli, l'ambientalismo e la difesa della pace. Oggi, grazie a questo libro scritto con Jean-Michel Helvig, possiamo ripercorrere l'avventura del Novecento, con le lotte che lo hanno segnato, nel racconto vibrante di una vita vissuta dalla parte giusta.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàIn questo libro, una conversazione con Gilles Vanderpooten, Stéphane Hessel esorta i giovani a costruire un futuro migliore, basato su uno sviluppo compatibile con le risorse della Terra e dei popoli, su una vera alternativa economica più equa e giusta, sull'ecologia e il rilancio delle grandi istituzioni internazionali. A resistere con creatività, intelligenza e voglia di fare. Perchè l'indignazione, da sola, non basta.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàAttraversare un secolo e farlo insieme ai grandi della storia: questo è stato il destino di Stéphane Hessel, l'uomo che con "Indignatevi!" ha scosso le coscienze del mondo. Alle spalle di quelle poche pagine che si sono trasformate in un richiamo generazionale e culturale, c'è una vita straordinaria. Nato nel 1917 da una famiglia di artisti e scrittori. Hessel ha vissuto la stagione della Resistenza a fianco di De Gaullle, ha partecipato ai grandi momenti della vita internazionale come la stesura della Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo, passando dall'Onu a Saigon. dall'Africa a New York. Ad animarlo sempre una splendida curiosità per gli altri e un esistenza prodiga di militanze. La vita di Hessel racchiude molte vite, narrate in questo libro con leggerezza, poesia e la forza di chi non smette di voler essere parte di un mondo che cambia.
TITOLO IN CATALOGO Verifica disponibilitàStephane Hessel (sopravvissuto al lager di Buchenwald) lavorava all'Onu quando, nel '48, s“ form˜ lo stato d'Israele. Elias Sanbar era un bambino, ad Haifa, e da allora diventato esule: prima in Libano, poi nei territori palestinesi. Sono passati decenni, e molte guerre, ma il conflitto israelo-palestinese resta ancora uno dei fronti pi irrisolti del mondo contemporaneo. Hessel e Sanbar - ebreo l'uno, palestinese l'altro naturalmente non hanno soluzioni da proporre, ma ci invitano a riflettere e a capire la complessitˆ di quel mondo, senza prese di posizione a priori. Ripercorrendo le tappe fondamentali dei rapporti tra Israele e Palestina, dal '48 a oggi, entrambi concordano nel dire che i palestinesi non possono ricompensare gli ebrei dell'immenso torto subito con la Shoha; sarebbe una missione impossibile, perch quel torto non sarˆ mai riparato. ?a memoria di questa ferita a complicare quello che sarebbe solo un normale conflitto per la disputa di un territorio. E proprio per questo, solo dei soggetti terzi, che non c'entrano con quei territori e che non c'entrano con la Shoha, possono risolvere la questione. L'Occidente che sta a guardare deve svegliarsi: basta lavarsene le mani.
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