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  1. PARTITO DI DIO. LA NUOVA GALASSIA DEI CATTOLICI ITALIANI (IL)

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da EINAUDI Data Pubblicazione 10-2006 € 14,50

    Il "regno" di Camillo Ruini a guida della Conferenza Episcopale Italiana ha coinciso con la stagione di massima confusione della politica italiana: cattolici dislocati in entrambi gli schieramenti, la transizione tra un papa forte e un papa dalla fama conservatrice. L'autore riflette sulla dimensione pubblica della chiesa italiana e sul suo rapporto con la politica, nel momento in cui, in assenza di un unico partito cristiano, la Chiesa sembra sempre più decisa a entrare direttamente e senza mediazioni nel dibattito politico, impegnata nella conquista dell'immaginario, dei media, della politica. Cardinali e laici, vecchie associazioni e nuovi movimenti, integralisti e disubbidienti. La forza e la debolezza, la resistenza e gli accomodamenti, le piccole manovre e le visioni epocali. In gioco c'è la sopravvivenza stessa del cristianesimo.

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  2. ATOMO DI VERITA'. ALDO MORO E LA FINE DELLA POLITICA IN ITALIA (UN)

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da FELTRINELLI Data Pubblicazione 3-2018 € 18,00

    "Via Fani è stato il luogo del nostro destino. La Dallas italiana, le nostre Twin Towers. Nel 1978, l'anno di mezzo tra il '68 e l'89. Tra il bianco e nero e il colore. Lo spartiacque tra diverse generazioni che cresceranno tra il prima e il dopo: il tutto della politica - gli ideali e il sangue - e il suo nulla." Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine della Repubblica dei partiti. Marco Damilano torna su quell'istante, le nove del mattino del 16 marzo 1978, in cui il presidente della De fu rapito e gli uomini della sua scorta massacrati. Fu l'inizio di un dramma nazionale e di una lunga rimozione. Un viaggio nella memoria personale e collettiva, nei luoghi, nelle correlazioni con altri protagonisti di quegli anni come Sciascia e Pasolini. Le carte personali di Moro rimaste finora inedite, le foto, i ritagli, gli scambi epistolari con politici, intellettuali, giornalisti, persone comuni. La ricostruzione della sua strategia e della sua umanità, strappata all'immagine di prigioniero delle Brigate rosse e restituita al ruolo politico di chi aveva capito meglio di tutti l'Italia, "il paese dalla passionalità intensa e dalle strutture fragili", e la debolezza del potere. Dopo l'assassinio di Moro, il 9 maggio, al termine di 55 giorni di tragedia, sono arrivate la morte di Berlinguer, la dissoluzione della Dc, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia. Fino all'ultima stagione, con la politica che da orizzonte di senso per milioni di italiani si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia. Per questo la voce di Moro parla ancora, come aveva previsto lui stesso: "lo ci sarò come un punto irriducibile di contestazione e alternativa".

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  3. PROCESSO AL NUOVO

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da LATERZA Data Pubblicazione 5-2017 € 14,00

    Grandi riforme, palingenesi giudiziarie, rivoluzioni liberali, rivolte in Rete, rottamazioni, referendum epocali. Per decenni l'Italia ha inseguito il mito del nuovo inizio. Il Nuovo ha modellato tutte le identità politiche: la sinistra, la destra, il centro. È comparso negli anni Ottanta, si è espresso in tutta la sua potenza all'alba degli anni Novanta, dopo lo scatto felino della storia provocato dalla caduta del muro nel cuore dell'Europa. Ed è diventato senso comune con la Seconda Repubblica: il restyling dei nomi e dei simboli, i modernizzatori contro i conservatori, gli innovatori contro i nostalgici. Nuovo si è presentato il Cavaliere dell'eterno presente. Nuovi i tecnici come Mario Monti. Nuovissimi i cittadini scelti dalla Rete nel Movimento 5 Stelle. E ancor più nuovo il renzismo della rottamazione dove tutto doveva apparire mai visto, mai udito, senza precedenti. Il Nuovo è stato la via italiana al governo e alla politica. Ora sembra smarrito, per incapacità di elaborazione, fragilità culturale, inconsistenza progettuale. Ma nessuna restaurazione del passato è possibile. E l'Italia ha bisogno di una nuova politica, per uscire da questo limbo senza riforme e senza partiti, senza destra e senza sinistra, senza vecchio e senza nuovo. Serve un Nuovo che sia ricostruzione, rigenerazione.

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  4. REPUBBLICA DEL SELFIE. DALLA MEGLIO GIOVENTU' A MATTEO RENZI (LA)

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da RIZZOLI Data Pubblicazione 3-2015 € 18,50

    La Repubblica è nata settant'anni fa con i ragazzi scesi dalle montagne per sedersi al tavolo della Costituente. Erano i padri della democrazia, i buoni maestri che tenevano insieme cattolici e comunisti, radicali e liberali, e intanto costruivano autostrade e conficcavano milioni di antenne sui tetti delle case. Ma poi i padri invecchiarono e arrivarono i figli, la meglio gioventù della tv a colori e dell'aria di piombo. L'inizio del vuoto. Un vuoto durato quarant'anni. In quel vuoto è nata e cresciuta la nuova razza, che ha il volto di Matteo Renzi e si presenta senza passato, avida di presente, proiettata al futuro. Detesta il fardello della memoria, rifiuta la responsabilità dei decenni precedenti: noi non c'eravamo, ripete. Invece va inserita in una storia. In quella che arriva da lontano, nel lunghissimo processo che attraversa gli ultimi anni Settanta, gli Ottanta e Novanta fino a Tangentopoli. E in quella più recente, il crack di una classe dirigente provocato dalla crisi economica e da un divorzio irreparabile tra cittadini e politica. "Una lunga caduta, come nei sogni. Il risveglio tocca ai figli. Nel vuoto si sono mossi, in mezzo al vuoto hanno conquistato il potere, puntando sul vuoto rischiano di perdere. O di invecchiare precocemente."

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  5. CHI HA SBAGLIATO PIU' FORTE. LE VITTORIE, LE CADUTE, I DUELLI DALL'ULIVO AL PD

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da LATERZA Data Pubblicazione 10-2013 € 15,00

    Dal sogno della "Canzone popolare" di Ivano Fossati, l'inno dell'Ulivo, ai centouno che a volto coperto hanno eliminato Romano Prodi dalla corsa per il Quirinale. Dalla democrazia dei cittadini alla palude delle larghe intese. à il risultato di una guerra civile a sinistra durata vent'anni. Una catena di ambizioni personali, rivalità tra capi, logiche di conservazione degli apparati che ha spezzato la speranza di un partito nuovo e ha condotto a sconfitte disastrose. Una debolezza culturale, istituzionale, perfino etica, che si è conclusa con una catastrofe. Questa è la prima storia del centrosinistra della Seconda Repubblica, in presa diretta. Un diario personale e politico. Con le voci di quattro protagonisti, Romano Prodi, Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Arturo Parisi, e di un testimone d'eccezione, Nanni Moretti. Le vittorie, le cadute, i duelli. I leader e i personaggi minori, le loro debolezze e i voltafaccia, le rivelazioni di un traditore. Ma anche il racconto del popolo dell'Ulivo, che si muove come un fiume carsico e irrompe a sorpresa. I movimenti, i girotondi, le file ai gazebo delle primarie che spesso capovolgono i risultati già scritti: un'incredibile riserva di passione e di militanza nei tempi delle appartenenze liquide e dell'anti-politica crescente. Il ritratto di una, due generazioni che non ci stanno a farsi tradire da chi ha sbagliato più forte.

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  6. EUTANASIA DI UN POTERE. STORIA POLITICA D'ITALIA DA TANGENTOPOLI ALLA SECONDA RE

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da LATERZA Data Pubblicazione 1-2012 € 18,00

    Nel 1992-93, sotto la spinta degli avvenimenti, Tangentopoli appare una rivoluzione. La fine della Repubblica dei partiti, nata con la Costituzione del 1948, degenerata e affondata nella paralisi e nella corruzione. Un potere che sembrava eterno entra all'improvviso in agonia e cade in modo drammatico, tra arresti, cappi sventolati in Parlamento, attentati sanguinosi. Un crollo senza paragoni nelle democrazie occidentali che nei decenni successivi trova due narrazioni contrapposte. La prima recita: c'era un sistema che ben governava, un colpo di Stato architettato da forze oscure tramite le inchieste dei pm lo ha ferito a morte... La seconda replica: c'era un regime corrotto, arriva un pool di giudici buoni con un pm venuto dalle campagne a spazzarlo via... Oggi, a vent'anni dall'inizio di Mani Pulite, è possibile finalmente uscire dalle aule di tribunale e provare per la prima volta a scrivere la storia politica di quella classe dirigente e della sua rovina. Ripercorrere le scelte dei protagonisti dell'epoca: Graxi, Andreotti, Forlani, Gossiga, Agnelli, Gardini. Le voci dei testimoni, da Antonio Di Pietro a Carlo De Benedetti. I giornali, le trasmissioni, i film, la satira, le canzoni che accompagnarono la rivolta. Gli eroi, i barbari, i suicidi, i gattopardi. Per capire perché la rivoluzione giudiziaria non sia stata accompagnata da un vero cambiamento politico, istituzionale, morale. E perché abbia lasciato il posto all'avvento di Silvio Berlusconi.

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  7. SPOON RIVER DI ARCORE. ANTOLOGIA DI UN IMPERO AL CREPUSCOLO

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da ALIBERTI Data Pubblicazione 5-2011 € 15,00

    Chissà cosa ne penserebbe Edgar Lee Masters. E chissà se si divertirebbe Fabrizio De André, che dagli epitaffi del poeta americano, raccolti nell'"Antologia di Spoon River", trasse l'ispirazione per il suo disco capolavoro. Certo, Arcore non è una città immaginaria. Però fra cent'anni potrebbe sorgere anche qui un cimitero particolare, dove gli spiriti di ministri, avvocati, giornalisti, maggiordomi, escort e cardinali vagano ancora senza pace, raccontando al visitatore la loro vita terrena e il rovello che ancora li agita: i giorni accanto all'uomo che qui stabilì il cuore del suo Impero. Nasce così l'idea di "Spoon River di Arcore": lasciar perdere, per un momento, analisi politiche e previsioni sul "dopo", fin troppo sofisticate per dimostrarsi esatte. Se questa classe politica sembra popolata da fantasmi, bisogna affidarsi alla fantasia e immaginare che l'epoca del berlusconismo sia già stata sepolta. Lasciamo dunque Berlusconi solo nel suo mausoleo, tutto piramidi e neppure una croce, progettato e costruito per lui nel parco di Villa San Martino, in cui un giorno troveranno posto gli amici più cari e fedeli. Non è lui il protagonista, per una volta. Diamo la parola agli altri: il Bibliofilo, il Macellaio, la Maestrina, il Casto, il Direttore, la Soubrette, la Crudelia, il Poeta. E poi l'Igienista, la Nipotina, la Vergine. E i personaggi minori: il Cuoco, il Maggiordomo, il Caposcorta...

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  8. MORIREMO DEMOCRISTIANI. STORIA DELLA DC, IL PARTITO IMMORTALE

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da SPERLING E KUPFER Data Pubblicazione 1-1999 € 17,00

    Sembra davvero che della DC l'Italia non possa fare a meno. E forse Mario Monti è soltanto l'ennesima metamorfosi della Balena Bianca. Per raccontare il nostro Paese è necessario seguire la parabola del partito che lo ha rappresentato più da vicino, riflettendone vizi e virtù. Così, se oggi si torna a parlare di "grande centro" e se Monti sembra il più democristiano dei non democristiani, vale la pena di raccontare, come in un romanzo corale, volti, aneddoti, riti e manie dello Scudo Crociato, da De Gasperi a Casini, da Andreotti a Montezemolo. Un tuffo nel passato che è, in realtà, un ritorno al futuro.

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  9. ATOMO DI VERITA'. IL CASO MORO E LA FINE DELLA POLITICA ITALIANA (UN)

    di DAMILANO MARCO Pubblicato da FELTRINELLI Data Pubblicazione 1-1999 € 16,00

    Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine di una generazione, la sua morte il tramonto della Repubblica. Marco Damilano ha deciso di tornare a quell'istante, per indagare le traiettorie che, a partire da uno dei capitoli più cupi della storia italiana, si sono dispiegate fino a oggi. Con l'aiuto delle carte personali di Moro, in gran parte conservate nell'archivio privato di Sergio Flamigni e non dallo stato, e rimaste inedite, getta luce sul punto in cui la drastica interruzione di una stagione politica si incontra con le vicende personali di una generazione, che tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978 assiste alla fine di un'epoca. Dopo via Fani, secondo Damilano, comincia la lunga fine della Prima Repubblica. Un racconto autobiografico che attraversa la dissoluzione della DC, la morte di Berlinguer, la caduta del Muro, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia, fino all'ultima stagione, inaugurata dalla sua metafora televisiva: il Grande Fratello. Arriva a Berlusconi, a Grillo e a Renzi, i protagonisti di una politica che da orizzonte di senso e di speranza si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia.

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